Il Feeling 1040 è un monoscafo racer-cruiser costruito dal cantiere vandeano Kirié dal 1985 al 1987, su progetti dell’architetto navale Philippe Harlé, con gli interni curati da Michel Mortain. Lungo 10,40 metri con un dislocamento di circa cinque tonnellate, è un sloop a testa d’albero con chiglia fissa (o con pescaggio ridotto a seconda delle versioni), certificato in prima categoria di navigazione e quindi adatto alla navigazione d’altura. Prodotto in sole circa cento esemplari, rimane oggi una barca molto ricercata sul mercato dell’usato, rinomata per l’equilibrio tra prestazioni e comfort abitabile che caratterizzava la gamma Feeling di quell’epoca.
Da ricordare
Il Feeling 1040 presenta una velatura generosa rispetto al peso (rapporto velatura/dislocamento pari a 13) e una zavorra che costituisce il 43 per cento del dislocamento, valore elevato che garantisce un’ottima stabilità under sail. La sua costruzione in poliestere è rinomata per solidità e durabilità, come attestano numerosi proprietari. I punti di attenzione per una barca di questa generazione riguardano l’età dell’attrezzatura velica, le condizioni del motore originale (Volvo 18 o 28 cavalli a seconda della versione) e le infiltrazioni classiche in corrispondenza delle lande e della base dell’albero. Il rapporto qualità-prezzo sul mercato dell’usato, generalmente compreso tra 30.000 e 45.000 euro a seconda degli equipaggiamenti e della manutenzione, rimane uno dei suoi principali punti di forza.
Storia della barca, data di lancio, architetto, costruzione e concorrenti dell’epoca
La storia del Feeling 1040 è inseparabile da quella del cantiere Kirié, una delle più antiche case nautiche francesi. Fondato nel 1912 dalla famiglia Kirié in un garage in rue de la Forêt a Les Sables-d’Olonne, l’azienda si trasferì al Château-d’Olonne all’inizio degli anni Settanta e si affermò grazie alle sue barche da diporto a vela, i celebri «Fifty», e alle versioni a motore, gli «Anges de mer». All’inizio degli anni Ottanta il cantiere compì un passo decisivo lanciando una gamma di velieri da crociera veloce battezzata Feeling, che divenne rapidamente la sua vetrina.
È in questo contesto che nasce nel 1985 il Feeling 1040, su progetti di Philippe Harlé, uno degli architetti navali francesi più prolifici della sua generazione, con Mortain incaricato degli interni. La costruzione è realizzata in poliestere stratificato, con scafi solidi e marinamente validi che spiegano la notevole longevità della flotta. Circa 100 unità uscirono dai cantieri tra il 1985 e il 1987, cifra modesta spiegata dal posizionamento semi-premium della barca.
Occorre qui correggere un’idea diffusa: il 1040 non è esattamente il fratello minore del 1090, bensì il suo predecessore diretto. Il Feeling 1090, varato nel 1986 e prodotto fino al 1995, riprende la stessa architettura, la stessa larghezza e lo stesso dislocamento del 1040, con 40 centimetri di scafo in più e una velatura leggermente superiore (71 m² contro 67 m²). Il 1090 fu peraltro eletto «Barca dell’anno 1987», riconoscimento che avvantaggiò retroattivamente la reputazione del 1040. In realtà, le due barche condividono un carico velico e una zavorra identici, il che rende il 1040, a lunghezza quasi uguale, un natante almeno tanto vivace quanto il suo successore — da qui la sua reputazione di esemplare più sportivo della stirpe.
Sul mercato dei racer-cruiser da 10,40 metri della metà degli anni Ottanta, il Feeling 1040 si confrontava in particolare con il First 345 di Beneteau, il Dufour 4800, il Grand Soleil 34, il Sun Shine, l’Espace 1000 e il Gladiateur. Rispetto a questi concorrenti, si distingueva per un rapporto di zavorra nettamente più elevato e per la qualità delle finiture, firma del cantiere vandeano.
Gli interni
Il Feeling 1040 esiste in versioni a due e tre cabine, con da quattro a otto cuccette e un’altezza interna di circa 1,90 metri, notevole per una barca di questa taglia e di quest’epoca. La versione a tre cabine, la più diffusa sul mercato dell’usato, dispone di una cabina doppia a prua, una doppia a poppa sulla sinistra e una terza, più modesta, a poppa sulla dritta, con la toilette collocata tra le due. Il salone, illuminato dagli oblò e dall’apertura del tettuccio, offre un tavolo da carte carteggio adeguato sia per programmi di crociera costiera sia d’altura. I proprietari sottolineano regolarmente il calore degli interni Kirié, con le fasciame in legno e un’organizzazione accurata che contrasta con le produzioni in serie dello stesso decennio. Le capacità di stoccaggio (300 litri di acqua, 120 litri di carburante) consentono croci di diverse settimane senza scali tecnici.
Qualità marine
In acqua, il Feeling 1040 è all’altezza della sua vocazione di racer-cruiser. Il suo rapporto zavorra/dislocamento di 0,43 lo colloca, insieme al 1090, al vertice della gamma Feeling dell’epoca; offre una stabilità che consente di mantenere l’intera velatura in condizioni di vento medio dove altre barche della sua categoria riducono la tela. Lo scafo, con una lunghezza al galleggiamento di 8,80 metri, garantisce un buon attraversamento del mare e un comportamento sano al bolino nel moto ondoso, qualità che i proprietari citano spontaneamente. Convivevano due versioni di chiglia: una chiglia fissa da 1,83 metri (o 1,90 metri a seconda delle fonti), che garantiva un’ottima bolina, e una versione a pescaggio ridotto (1,40 metri) per la navigazione nelle zone di marea. Con lo spinnaker, fino a 75 m² di tela, la barca si rivela capace di velocità onorevoli nelle andature portanti con equipaggio ridotto. Il motore Volvo da 18 o 28 cavalli assicura una motorizzazione sufficiente per le manovre in porto e le traversate a motore.
Le opinioni dei proprietari
I riscontri degli armatori convergono nettamente. I proprietari che hanno pubblicato le loro impressioni sulle pagine specializzate riassumono un sentimento largamente condiviso: le barche Kirié sono di qualità costruttiva eccellente, con scafi solidi e marinamente validi e interni accoglienti. Gli annunci di vendita confermano la robustezza della flotta: si trovano comunemente esemplari del 1986 con fasciame e pavimentazione in legno rinnovati, dotati di un motore Volvo da 28 cavalli sostituito, avvolgifiocco, salpaanchors elettrico e pilota automatico, prova che queste barche ricevono una manutenzione costante da parte di proprietari legati al proprio natante.
L’esistenza di un club di armatori, che raccoglie documentazione tecnica, racconti di crociera e schede di migliorie specifiche del modello, testimonia la vitalità della comunità e costituisce una risorsa preziosa per ogni acquirente. Gli appassionati citano inoltre il piacere di navigare: una barca che regge bene il mare, che non affatica l’equipaggio e le cui prestazioni restano onorevoli rispetto a progetti più recenti. Nel 2009 un esemplare del 1986 era proposto a circa 40.000 euro; oggi i prezzi oscillano tra 30.000 e 45.000 euro, una stabilità notevole che illustra il solido valore residuo del modello.
Scheda tecnica
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Cantiere | Kirié (Francia, Le Château-d’Olonne) |
| Architetto navale | Philippe Harlé (interni: Mortain) |
| Anni di produzione | 1985 – 1987 |
| Numero di unità prodotte | circa 100 |
| Programma | Racer-cruiser |
| Lunghezza fuori tutto | 10,40 m |
| Lunghezza dello scafo | 9,98 m |
| Lunghezza al galleggiamento | 8,80 m |
| Larghezza | 3,60 m |
| Pescaggio | 1,40 m (versione ridotta) o 1,83 – 1,90 m (chiglia fissa) |
| Dislocamento | circa 5.050 – 5.500 kg |
| Zavorra | 2.150 kg (43% del dislocamento) |
| Pescaggio aereo | 19 m |
| Tipo di attrezzatura | Sloop a testa d’albero |
| Velatura totale | 67,1 m² |
| Randa | 25,6 – 32 m² |
| Genoa | 41,5 m² (23 m² fiocco da lavoro) |
| Spinnaker | fino a 75 m² |
| Rapporto velatura/dislocamento | 13 |
| Materiale dello scafo | Poliestere stratificato |
| Altezza interna | 1,90 m |
| Cabine | 2 o 3 |
| Cuccette | da 4 a 8 |
| Toilettes | 1 |
| Capacità acqua dolce | 200 – 300 L |
| Capacità carburante | 120 L |
| Motore | Volvo diesel 18 o 28 cv (entrobordo) |
| Categoria di navigazione | 1ª (altura) |
| Gruppo HN | 19 – 20,5 |
| Prezzo indicativo usato | 30.000 – 45.000 € |