Ogni estate, migliaia di diportisti prendono le vie navigabili per scoprire la Francia attraverso i suoi canali. Questi offrono un terreno di gioco tranquillo e ricco di patrimonio, permettendo talvolta di collegare due fiumi, attraversare regioni e scoprire paesaggi sorprendenti. Ma ciò che caratterizza i canali, in Bretagna, nel Midi o in Borgogna, sono le chiuse. Per navigare su un canale, sarete costretti a passare attraverso queste chiuse, che permettono di passare da un bacino all’altro.
Manovrare un’imbarcazione in una chiusa non è cosa da poco, soprattutto per i principianti. Richiede anticipazione, preparazione… e sangue freddo. Vi do quindi tutte le chiavi per capire come funzionano le chiuse e prepararvi a passare una chiusa in tutta sicurezza, che siate su un motoscfo fluviale, su una barca a vela trasportata da un convoglio o in canoa. (E non preoccupatevi, le mie prime due chiuse sono state epiche…)
Storia delle chiuse: dall’ingegneria idraulica al tempo libero fluviale

Le prime chiuse risalgono alla Cina antica, ma è in Europa, a partire dal Medioevo, che si sono diffuse con lo sviluppo dei canali navigabili. Le chiuse permettevano alle chiatte e alle barche commerciali di superare dislivelli tra due bacini, cioè due sezioni d’acqua calme a livelli diversi.
In Francia, la rete di chiuse si è ampiamente sviluppata con la creazione di grandi canali come il Canal du Midi (XVII secolo), il Canale di Nantes a Brest o il Canale di Borgogna. Oggi, queste opere idrauliche fanno parte integrante del patrimonio fluviale e il loro utilizzo si è esteso alla navigazione fluviale turistica e alle attività ricreative nautiche.
Chiuse fluviali e chiuse di sbarramento: quali differenze?
Esistono diversi tipi di chiuse, a seconda del loro ambiente e del loro utilizzo:
Chiuse fluviali
Le più comuni per i diportisti. Permettono di superare i dislivelli su canali o fiumi canalizzati. Si trovano in serie sulle vie navigabili.
Chiuse di sbarramento
Sono integrate in dighe idroelettriche, come la diga di Rance, o di regolazione, come la diga di Arzal, alla foce della Vilaine, in Bretagna. Più imponenti, a volte ospitano chiatte da carico. Alcune sono accessibili alle barche da diporto, altre no.
Come funziona una chiusa?

Una chiusa è una camera stagna delimitata da due porte (a valle e a monte). Permette di far salire o scendere una barca tra due livelli d’acqua diversi. Ecco il principio:
- La barca entra nella chiusa: una porta è aperta, l’altra è chiusa.
- I battenti, o porte, si chiudono dietro di essa.
- dalla camera tramite paratoie (valvole), il che fa salire o scendere il livello.
- La porta opposta si apre e la barca può continuare il suo percorso.
Una manovra può durare dai 10 ai 30 minuti, a seconda delle dimensioni della chiusa e della portata.
Come prepararsi prima di passare una chiusa?


Prima di entrare in una chiusa, una buona preparazione è essenziale. Ecco i passaggi principali:
1. Verificare gli orari
- Alcune chiuse sono automatiche, altre manuali o con orari fissi.
- Sui canali gestiti da Voies Navigables de France (VNF) sono disponibili tabelle orarie.
- In periodo estivo, prevedete tempi di attesa, soprattutto a fine mattinata.
2. Anticipare la manovra
- Preparate le cime di ormeggio e i paraurti.
- Identificate chi fa cosa a bordo: timoniere, membro dell’equipaggio a prua, a poppa, ecc.
- Spegnete la VHF o qualsiasi rumore fastidioso per sentire le eventuali istruzioni del guardiano della chiusa.
3. Rispettare l’ordine di passaggio
- Le barche attendono su un molo di attesa (o “ducale”).
- Il guardiano della chiusa può far entrare più barche contemporaneamente: mantenete le distanze.
Le buone pratiche per passare una chiusa
Passare una chiusa con serenità si basa su gesti semplici ma rigorosi.
Durante l’ingresso nella chiusa
- Rallentate all’avvicinamento: massimo 3 km/h.
- Rimanete ben allineati per evitare attriti.
- Indossate guanti per maneggiare le cime.
All’interno della chiusa
- Ormeggio corto e flessibile per rimanere vicino al muro.
- Non fissare la cima troppo stretta (rischio di ribaltamento se il livello sale velocemente).
- Rimanete attenti alla turbolenza dell’acqua (spesso al centro della chiusa).
Durante la salita o la discesa
- Aggiustate costantemente la tensione delle cime.
- Controllate i movimenti della barca.
- Evitate scambi rumorosi o movimenti bruschi.
All’uscita della chiusa
- Aspettate che la porta sia completamente aperta.
- Uscite lentamente e date la precedenza alle barche più manovrabili se necessario.
Tabella riassuntiva: i punti chiave da ricordare
| Fase | Da fare | Da evitare |
|---|---|---|
| Prima della chiusa | Preparare le cime, verificare gli orari | Engagarsi senza aver visto il semaforo o il guardiano |
| Ingresso | Rallentare, allinearsi, anticipare i paraurti | Entrate troppo velocemente o in modo disorganizzato |
| Durante il passaggio | Aggiustare le cime, rimanere calmi | Lasciare penzolare le corde |
| Uscita | Aspettare l’apertura completa | Sorpassare un’altra barca senza accordo |
Alcuni consigli per i diportisti principianti
- Privilegiate le piccole chiuse automatiche, su canali tranquilli (Canale di Nantes a Brest, Canale del Nivernais…).
- : alcune chiuse richiedono il portaggio. Seguite i cartelli, uscite sulla riva e trasportate la vostra imbarcazione a mano.
- : prevedete guanti, un rampino o una pertica, ed eseguite le manovre a monte per evitare le controcorrenti.
Passare le chiuse fa parte integrante della navigazione sulle vie d’acqua. È anche un momento di calma, osservazione e spesso di incontro. Con un po’ di anticipazione, rigore e alcuni riflessi ben consolidati, ogni diportista può superare queste opere in tutta serenità. Navigare diventa allora un vero piacere… da una chiusa all’altra.