I diversi tipi di onde

Le onde: alcuni le aspettano lungo le spiagge bretoni e basche, altri le temono, mentre altri ancora le osservano attentamente per adattarsi in mare. Ma cosa ci dicono esattamente e sono tutte uguali? Vi invito qui a identificare i diversi tipi di onde e a imparare a riconoscerle.

In effetti, che siate diportisti, surfisti o semplicemente amanti dell’oceano, le onde danno vita al nostro sguardo sull’oceano e sulla costa. Le onde raccontano una storia in cui si intrecciano natura, fisica e talvolta persino l’intervento umano. Quindi esploriamo insieme questo argomento.

Onde di vento

Le onde di vento sono le più comuni e quelle che si incontrano durante un’uscita in mare. Nascono dall’azione del vento che sfiora la superficie dell’acqua. La loro dimensione dipende da tre elementi:

  • la forza del vento,
  • la sua durata,
  • e la distanza su cui soffia (fetch).

Quando consultate un bollettino meteorologico marino, di solito compaiono due termini:

  • Mare mosso dal vento: Quando il vento soffia ancora, crea un mare agitato e irregolare con onde caotiche. Questo accade spesso durante le tempeste o con venti forti.
  • Ondata lunga (moto ondoso): Quando il vento cala o si allontana, le onde continuano il loro percorso sotto forma di moto ondoso. Il moto ondoso si caratterizza per il suo aspetto più regolare e le sue ondulazioni armoniose. Può viaggiare per migliaia di chilometri prima di infrangersi su una costa.

Lo sapevate? Il moto ondoso del Pacifico può impiegare diversi giorni per raggiungere le coste della California, offrendo onde perfette per il surf.

Onde di marea

onda di marea

Le maree, influenzate dalla Luna e dal Sole, possono anch’esse creare onde particolari. E alcune regioni lo sanno molto bene. Prendiamo il seguente esempio:

  • Il mascare: Un fenomeno spettacolare e raro. Durante la marea montante, si forma un’onda quando il flusso oceanico si riversa nell’estuario di un fiume. Gli amanti delle emozioni forti talvolta vi si avventurano in kayak o con la tavola da surf. Tra i mascare più famosi in Francia ci sono quelli della Garonna e della Dordogna. Sembra che ce ne fosse uno che risaliva la Senna negli anni ’60. Infine, in Bretagna, un mascare può risalire il fiume Léguer durante i grandi coefficienti di marea.

Piccolo consiglio: Per osservare un mascare, informatevi sui periodi di marea viva, quando i coefficienti di marea sono elevati.

Onde sismiche o tsunami

Qui apriamo un argomento più drammatico. Gli tsunami non sono onde comuni. Derivano da terremoti sottomarini, eruzioni vulcaniche o frane. In alto mare passano quasi inosservati, ma avvicinandosi alla costa la loro altezza aumenta in modo vertiginoso.

Queste onde possono viaggiare per migliaia di chilometri a velocità superiori ai 700 km/h! Fortunatamente, oggi i sistemi di allerta permettono di anticipare meglio questi fenomeni.

Onde frangenti

onda frangente

Quando un’onda si avvicina alla riva e incontra fondali poco profondi, rallenta, si solleva e alla fine si infrange. Queste onde sono particolarmente importanti per i navigatori che vogliono ancorare vicino alla costa o per gli appassionati di surf.

Si distinguono tre tipi di onde frangenti:

  • Onde a picco: Formano una cresta spettacolare che crolla bruscamente. Questo tipo di onda si verifica su fondali ripidi. Perfette per i surfisti esperti.
  • Onde a rullo: Si infrangono più dolcemente e rotolano su spiagge con pendenza graduale. Ideali per imparare a fare surf o per divertirsi in famiglia.
  • Onde a strapiombo: Più violente, si verificano in aree poco profonde con forti correnti, come i passaggi.

Onde stazionarie

Meno note, queste onde compaiono quando una corrente incontra un ostacolo fisso, come una roccia o una struttura artificiale. Rimangono immobili o si formano ripetutamente.

  • Esempio famoso: Le onde del fiume Eisbach a Monaco di Baviera, dove i surfisti cavalcano un’onda stazionaria proprio nel centro della città!

Onde anomale

Vere e proprie mostri degli oceani, queste onde appaiono improvvisamente e senza preavviso. Sono molto più alte delle onde circostanti e possono raggiungere i 20 metri di altezza, o anche di più. Questo fenomeno rimane difficile da prevedere e rappresenta un pericolo maggiore per le navi.

Esempio famoso: Nel 1995, un’onda anomala di 26 metri è stata registrata sulla piattaforma petrolifera Draupner nel Mare del Nord, confermando la loro esistenza.

Le onde, che siano dolci o potenti, riflettono forze naturali a volte calme, a volte scatenate. Per i marinai e gli appassionati di navigazione, comprenderle non solo garantisce una navigazione più sicura, ma permette anche di godere appieno dei piaceri offerti dal mare. Che si tratti di anticipare il moto ondoso, evitare le onde frangenti o osservare un mascare, ogni tipo di onda racconta una storia affascinante.

Quindi, la prossima volta che osserverete l’oceano, prendetevi un momento per apprezzare questi movimenti incessanti che scandiscono la vita in mare!

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