Sabato 17 gennaio 2026 entra in vigore il Trattato sulla Alta Mar (Accordo BBNJ), una pietra miliare nella governance degli oceani. Adottato nel 2023 e ratificato da oltre 60 paesi, questo accordo internazionale mira a regolamentare le attività umane nelle zone al di là della giurisdizione nazionale, che coprono il 60% della superficie del pianeta e i due terzi dell’oceano. Ecco cosa c’è da sapere su questo accordo, le sue sfide e la sua prima applicazione.
Da ricordare
- Entrata in vigore: L’Accordo BBNJ si applica a partire dal 17 gennaio 2026, dopo aver raggiunto la soglia di 60 ratifiche a settembre 2025.
- Obiettivi principali:
- Creazione di aree marine protette in alta mar.
- Regolamentazione rigorosa delle attività umane (pesca industriale, estrazione mineraria in acque profonde, trasporto marittimo) attraverso valutazioni di impatto ambientale.
- Istituzione di un sistema di accesso e condivisione dei benefici derivanti dalle risorse genetiche marine.
- Rafforzamento delle capacità dei paesi in via di sviluppo per una gestione sostenibile delle risorse oceaniche.
- Contesto: Questo trattato integra la Convenzione delle Nazioni Unite sul Diritto del Mare (1982) e si inserisce nell’obiettivo “30×30” (proteggere il 30% degli oceani entro il 2030).
- Ruolo chiave dell’Unione Europea: L’UE è stata una delle principali promotrici di questo accordo, in particolare durante la Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC3) a Nizza, nel giugno 2025.
- Prossimi passi: La prima Conferenza delle Parti (COP) si terrà alla fine del 2026 per definire le misure concrete di attuazione.
Un quadro giuridico innovativo per l’alta mar
Perché questo trattato è storico?
L’alta mar, che inizia oltre le zone economiche esclusive, è stata a lungo soggetta a un vuoto giuridico. Precedentemente governata dal principio di libertà, oggi affronta pressioni crescenti come la pesca industriale, lo sfruttamento delle risorse genetiche, i progetti minerari e l’inquinamento. L’Accordo BBNJ stabilisce, per la prima volta, un quadro giuridicamente vincolante per la conservazione e l’uso sostenibile della biodiversità marina nelle zone al di fuori della giurisdizione nazionale.
I quattro pilastri del trattato
I quattro pilastri dell’Accordo BBNJ
| Pilastro | Descrizione | Sfide |
|---|---|---|
| Aree marine protette | Creazione di zone protette in alta mar per preservare gli ecosistemi. | Raggiungere l’obiettivo 30×30 (30% degli oceani protetti entro il 2030). |
| Risorse genetiche marine | Meccanismo di condivisione dei benefici derivanti dallo sfruttamento delle risorse genetiche (accesso, dati, proprietà intellettuale). | Equità tra paesi sviluppati e in via di sviluppo, sostegno alla ricerca. |
| Valutazioni di impatto ambientale | Obbligo di valutare l’impatto delle attività umane prima della loro autorizzazione. | Limitare i danni alla biodiversità. |
| Rafforzamento delle capacità | Assistenza tecnica e finanziaria ai paesi in via di sviluppo per una gestione sostenibile. | Ridurre le disuguaglianze nell’accesso alle risorse e alle tecnologie. |
L’Unione Europea in prima linea
Mobilitazione diplomatica senza precedenti
L’Unione Europea è stata una delle principali architetti di questo accordo, promuovendo la “Coalizione per l’Alta Ambizione sul Trattato sulla Biodiversità in Alta Mar”. L’organizzazione della Terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC3) a Nizza nel giugno 2025 è stata decisiva: oltre 170 Stati hanno adottato una dichiarazione politica ambiziosa, e numerosi paesi hanno accelerato i processi di ratifica. L’UE ha anche promosso impegni concreti contro l’inquinamento da plastica e per la protezione del Mediterraneo.
Prossime sfide
- Governance: Istituzione di una segreteria permanente, un organo scientifico-tecnico e un comitato sull’accesso e la condivisione dei benefici.
- Finanziamento: Mobilitazione di fondi pubblici e privati per sostenere i paesi in via di sviluppo.
- Prima Conferenza delle Parti (COP): Prevista per la fine del 2026, definirà le regole per la creazione di aree marine protette e le modalità di condivisione dei benefici.
L’obiettivo 30×30: dove siamo?
Un impegno globale
L’obiettivo di proteggere il 30% delle terre e degli oceani entro il 2030, adottato alla COP15 nel 2022, è centrale nell’Accordo BBNJ. Attualmente, meno del 10% dei mari è coperto da aree marine protette, e meno dell’1% dell’alta mar è effettivamente protetto. Il trattato offre uno strumento giuridico essenziale per accelerare la creazione di nuove zone protette, soprattutto nelle acque internazionali.
Esempi di aree marine protette esistenti
Esempi di aree marine protette
| Nome | Ubicazione | Superficie | Stato |
|---|---|---|---|
| Parco Naturale del Mar dei Coralli | Nuova Caledonia | 1,3 milioni di km² | Protezione forte |
| Santuario Pelagos | Mediterraneo (Francia, Italia, Monaco) | 87.500 km² | Protezione dei mammiferi marini |
| Riserva Naturale delle Terre Australi Francesi | Oceano Indiano | 673.000 km² | Protezione integrale |
Risorse genetiche marine: una sfida economica e scientifica
Un potenziale immenso
Le risorse genetiche marine (molecole, geni, organismi) sono una fonte chiave di innovazione per la medicina, la cosmetica e l’industria. Il trattato stabilisce un meccanismo di condivisione dei benefici per garantire un accesso equo, in particolare per i paesi in via di sviluppo.
Come funziona il sistema?
- Notifica: Gli Stati devono dichiarare le loro attività di accesso alle risorse.
- Condivisione dei benefici: I profitti derivanti dallo sfruttamento (brevetti, prodotti) vengono ridistribuiti attraverso un fondo dedicato.
- Protezione delle conoscenze tradizionali: I saperi dei popoli indigeni sono riconosciuti e protetti.
Quale impatto per i naviganti e gli attori marittimi?
Navigazione e regolamentazione
Le nuove aree marine protette potrebbero imporre restrizioni alla navigazione o alla pesca in alcune zone. I naviganti dovranno tenersi informati sulle regolamentazioni locali e internazionali, in particolare attraverso carte nautiche aggiornate e avvisi ai naviganti.
Opportunità
- Turismo sostenibile: Sviluppo di attività rispettose dell’ambiente (ecoturismo, immersioni responsabili).
- Innovazione: Accesso a nuove risorse per la ricerca e lo sviluppo di materiali o farmaci di origine marina.
Conclusione
L’entrata in vigore dell’Accordo BBNJ rappresenta un passo fondamentale nella protezione degli oceani. Il suo successo dipenderà ora dalla sua attuazione concreta e dalla cooperazione internazionale. L’Unione Europea rimane impegnata a rendere questo trattato uno strumento efficace per la biodiversità e le generazioni future.