Alla terza Conferenza delle Nazioni Unite sugli Oceani (UNOC), svoltasi a Nizza dal 9 al 13 giugno 2025, 95 Paesi hanno firmato un’ambiziosa dichiarazione per porre fine all’inquinamento da plastica. Questo appello giunge poche settimane prima della ripresa dei negoziati a Ginevra (INC-5.2), dal 5 al 14 agosto, e segna una svolta diplomatica nella lotta contro i rifiuti di plastica.
Ho esitato per diverse ore prima di pubblicare questo articolo, basato su un comunicato stampa. Le grandi intenzioni sono lodevoli. Le parole sono pur sempre qualcosa… ma poi cosa? Avrei potuto fermarmi lì, dire che i politici hanno sempre la lingua lunga e chiudere la questione. Ma la realtà è ben più amara.
Vado a correre due volte a settimana, una delle quali su un sentiero nel bosco. E la mia osservazione è che non possiamo lamentarci se non diamo il buon esempio. Ogni volta, potrei correre con un sacco della spazzatura e raccogliere i rifiuti:
- confezione della torta
- lattine
- bottiglie di succo d’arancia e soda
- Plastica indescrivibile
- Mozziconi
- Lattine d’olio o qualcosa del genere
E questa non è colpa dei nostri politici, ma nostra. Quindi, diamo seguito a queste belle parole con i fatti, tutti noi, individualmente. Ma torniamo alle intenzioni.
Un appello in cinque punti per un ambizioso trattato sulla plastica
Il progetto “Nice Wake-Up Call” si articola attorno a cinque impegni principali:
- Obiettivo globale vincolante riduzione della produzione e del consumo di polimeri plastici primari.
- Eliminazione graduale le plastiche più problematiche e le sostanze chimiche più preoccupanti, con la creazione di un elenco globale.
- Miglioramento della progettazione prodotti in plastica per ridurne l’impatto ambientale e sanitario.
- Meccanismo finanziario Solidi e dediti all’attuazione del trattato.
- Elaborazione del testo in evoluzionein grado di adattarsi all’evoluzione delle prove e delle tecniche scientifiche.
Contesto diplomatico e scientifico
- La risoluzione adottata nel marzo 2022 dall’Assemblea delle Nazioni Unite per l’ambiente ha previsto la creazione di un comitato negoziale intergovernativo (INC) per elaborare un trattato globale che copra l’intera catena di vita delle materie plastiche.
- Tra il 2022 e il 2024, cinque sessioni (Uruguay, Francia, Kenya, Canada, Corea del Sud) hanno portato all’elaborazione di un documento di lavoro. La sessione INC-5.2 è in programma a Ginevra dal 5 al 14 agosto 2025.
- La Dichiarazione di Nizza mira a rafforzare la posizione dei paesi più ambiziosi, in particolare di fronte alle lobby petrolchimiche, sostenendo l’obiettivo di ridurre la produzione di plastica alla fonte.
Opposizione e problemi
| Attore(i) | Posizione | Problemi/Sfide |
|---|---|---|
| Paesi produttori di plastica (ad esempio, Stati Uniti, Arabia Saudita) | Promuovono il riciclo e la gestione dei rifiuti, rifiutando un limite alla produzione. | Rischio di stallo, interessi industriali |
| ONG (CIEL, GAIA, Pew) | Forte sostegno a un approccio vincolante in tutte le fasi del ciclo della plastica. | Pressione sul raggiungimento del consenso a Ginevra |
| Comunità scientifica | Si lancia un allarme sugli impatti sulla salute, sul clima e sulla biodiversità, con un tasso di riciclaggio globale di appena il 9%. | Urgenza scientifica di limitare la produzione |
Impatto e valore aggiunto per il lettore
- Problemi di salute e ambiente Ogni anno vengono prodotte 460 milioni di tonnellate di plastica, di cui solo il 9% viene riciclato; le proiezioni prevedono un miliardo di tonnellate entro il 2050.
- Effetti concreti nel Mediterraneo L’inquinamento da plastica altera gli habitat marini, minaccia direttamente la biodiversità costiera e può avere ripercussioni sulla salute umana.
- Calendario diplomatico La Dichiarazione di Nizza funge da trampolino di lancio per i colloqui di Ginevra, che potrebbero portare a un accordo definitivo entro la fine dell’anno. Essa dimostra l’impegno di molti Stati, comprese piccole nazioni insulari e diversi Paesi africani.
Voci da Nizza
- Agnès Pannier-RunacherMinistro francese:
“Senza ambiguità… ribadiamo l’urgente necessità di agire, intervenendo alla radice del problema.” - Jean-Noël BarrotMinistro degli Affari Esteri:
“Il Mar Mediterraneo… sta soffocando sotto il peso di questo inquinamento.” - Barbara Pompiliambasciatore ambientale:
“Questo è un segno potente di speranza.”
Prospettive prima di Ginevra
- La sessione INC-5.2 La riunione di Ginevra (5-14 agosto 2025) sarà decisiva: dovrà definire i termini legali, i meccanismi di controllo, il finanziamento e le soglie di riduzione.
- La mobilitazione diplomatica, sostenuta dalla società civile e dagli scienziati, mira a superare gli ostacoli stabilendo una maggioranza qualificata, piuttosto che un consenso rigido.
- Gli Stati dovranno inoltre prepararsi ad attuare misure nazionali: legislazione sulla riduzione alla fonte, sulla progettazione e tracciabilità delle materie plastiche e sull’obbligo di segnalazione.
La dichiarazione firmata a Nizza è molto più di un gesto simbolico: rafforza la posizione degli Stati a favore di un ambizioso trattato sulla plastica, a un mese dai negoziati di Ginevra. Sottolinea l’urgente necessità di un testo vincolante e in continua evoluzione, con finanziamenti adeguati, per affrontare le crescenti sfide dell’inquinamento da plastica a livello globale.