Il Kelt 9m è un cabinato di 9 metri che ha giocato nella corte dei grandi negli anni ’80. Questo progetto di Philippe Briand è un successo, seppur controverso. Nessun difetto, ma nemmeno punti di forza particolari, come dicevano alcuni. Facciamo il punto.
Il Kelt 9m è una barca a vela da crociera di 9 metri, progettata dall’architetto navale Philippe Briand e prodotta dal cantiere bretone Kelt Marine tra il 1981 e il 1985. Proposto in due versioni (chiglia fissa e deriva mobile zavorrata), si rivolge ai diportisti alla ricerca di una barca solida, abitabile e performante per la crociera costiera o d’altura moderata. Nonostante non abbia riscontrato un successo commerciale clamoroso (circa 100 unità prodotte), è ancora apprezzato per le sue qualità marine, l’allestimento interno ben studiato e la costruzione robusta. Il Kelt 9m incarna lo spirito delle barche a vela degli anni ’80: versatile, sicuro e adatto alla navigazione in famiglia o con equipaggio ridotto.
Da ricordare
- Architetto: Philippe Briand
- Anni di produzione: 1981–1985
- Numero di unità: circa 100
- Programma: crociera costiera e d’altura moderata
- Punti di forza: costruzione solida, abitabilità, buone prestazioni in tutte le andature, sicurezza
- Punti di attenzione: finiture interne a volte leggere, comportamento al vento con mare corto, deriva fragile nella versione con deriva mobile zavorrata
Storia della barca
Il Kelt 9m nasce nel contesto di un cantiere bretone, Kelt Marine, noto per modelli popolari come il Kelt 6.20 e il Kelt 7.60. Per progettare questo 9 metri, il cantiere si affida a Philippe Briand, architetto già riconosciuto per i suoi scafi performanti e gli allestimenti funzionali. Il Kelt 9m viene lanciato all’inizio degli anni ’80, un periodo in cui la nautica da diporto francese è in piena espansione e la concorrenza tra i cantieri Bénéteau, Jeanneau, Gib’Sea e Kirié è agguerrita.
A differenza di alcuni dei suoi concorrenti diretti (First 305, Feeling 920, Attalia), il Kelt 9m non riscontra un grande successo commerciale, con solo un centinaio di esemplari costruiti. Tuttavia, la barca si distingue per uno scafo moderno per l’epoca, una costruzione curata e un allestimento interno ben ottimizzato per la vita a bordo. Il cantiere Kelt, nonostante le difficoltà finanziarie, punta sulla qualità costruttiva e l’innovazione, ma il pubblico di riferimento non sempre segue, preferendo talvolta modelli più noti, più spaziosi o più veloci.
E forse questo è stato il suo errore. Infatti, la barca è stata progettata in base a un capitolato derivato da questionari inviati ai diportisti sulla loro visione della barca ideale. Il cantiere ha cercato di condensare tutto questo nel Kelt 9m. E forse questo è stato l’errore: voler accontentare tutti, non si accontenta nessuno… a torto, perché la barca ha un ottimo potenziale.
Il Kelt 9m è stato proposto in due versioni: chiglia fissa e deriva mobile zavorrata, quest’ultima con un pescare ridotto e una migliore capacità di risalire il vento. La barca è stata progettata per rispondere alle esigenze dei diportisti dell’epoca: sicurezza, comfort, facilità di manovra e versatilità.
Tra i suoi concorrenti si trovano modelli come il First 305, il Feeling 920 o il Gib’Sea 28, tutti molto popolari nella categoria dei 9 metri. Il Kelt 9m si posiziona come un’alternativa robusta e ben progettata, ma fatica a imporsi di fronte a marchi più affermati.
Allestimenti interni

L’allestimento interno del Kelt 9m è spesso elogiato per la sua ergonomia e comfort. La versione con chiglia fissa offre una cabina doppia a poppa, un quadrato a U convertibile, una cucina americana e una cabina anteriore con letto alla bretonne. La luminosità è garantita da un osteriggio sul tetto, apprezzabile per una barca di quell’epoca. Gli spazi di stivaggio sono numerosi e ben studiati, il che facilita la vita a bordo durante crociere di più giorni.
I proprietari sottolineano la buona abitabilità per un 9 metri, con un quadrato spazioso e cuccette comode. La finitura interna, sebbene a volte giudicata leggera, invecchia bene con una manutenzione regolare. La cucina, funzionale, permette di preparare i pasti durante la navigazione, e il tavolo delle carte è sufficientemente grande per navigazioni più ambiziose. La versione con deriva mobile zavorrata offre gli stessi allestimenti, con una lieve differenza di volume dovuta alla presenza della deriva.
L’allestimento interno è tipico delle barche da crociera degli anni ’80: sobrio, funzionale e ottimizzato per lo spazio. Le panche del quadrato possono fungere da cuccette aggiuntive, e la cabina posteriore, sebbene a volte stretta per due adulti, rimane pratica per crociere in famiglia o tra amici.
Qualità marine
Il Kelt 9m è invece rinomato per le sue qualità marine: stabile, sicuro e performante in tutte le andature. I proprietari riportano velocità onorevoli sia di bolina che al lasco, con una buona tenuta di rotta e un comportamento rassicurante con mare formato. La barca è descritta come “molto marina”, capace di mantenere andature sostenute senza stress per l’equipaggio.
Alcuni, tuttavia, segnalano un comportamento un po’ “sbandierino” (tendenza a sbandare) e una sensibilità ai mari corti, in particolare nel Mediterraneo, dove può “rimbalzare come una pallina da ping-pong”. La versione con chiglia fissa è generalmente preferita per la sua stabilità e robustezza, mentre la versione con deriva mobile zavorrata offre maggiore versatilità ma richiede un’attenzione particolare alla manutenzione della deriva.
Le esperienze riportate sottolineano anche la solidità dello scafo e dell’alberatura, nonché la facilità di manovra in solitario. Il Kelt 9m è spesso paragonato favorevolmente ai suoi concorrenti per la capacità di unire prestazioni e comfort, anche se alcuni modelli più recenti o sportivi possono superarlo in velocità pura.
Opinioni dei proprietari
I proprietari del Kelt 9m sono unanimi su diversi punti: è una barca “molto vivace e robusta”, “facile da condurre e mantenere”, “molto abitabile per le sue dimensioni”. Molti apprezzano il suo lato “tutto terreno”, capace di navigare sia in baia che in alto mare, e la costruzione seria, che ne fa una barca a vela durevole.
I punti deboli menzionati riguardano principalmente la finitura interna (da monitorare e mantenere), la fragilità della deriva nella versione con deriva mobile zavorrata e, a volte, una mancanza di ventilazione. Alcuni rimpiangono anche una rotaia del genoa un po’ corta e un carrello della scotta della randa difficile da regolare. Nonostante questi piccoli difetti, la maggior parte dei proprietari conserva un ottimo ricordo del proprio Kelt 9m, sottolineandone il rapporto qualità-prezzo e la versatilità.
Un proprietario riassume: “Dopo 15 anni di bei ricordi, vendo e cerco qualcosa di più grande per la navigazione d’altura… e non trovo una barca a vela così semplice e completa.”
Scheda tecnica dettagliata
Scheda tecnica Kelt 9m
| Caratteristica | Chiglia fissa | Deriva mobile zavorrata |
|---|---|---|
| Lunghezza scafo | 9,00 m | 9,00 m |
| Larghezza | 3,05 m | 3,05 m |
| Pescaggio | 1,90 m | 1,04 m / 1,90 m |
| Dislocamento | 3.400 kg | 3.400 kg |
| Superficie velica | 35–40 m² | 35–40 m² |
| Armamento velico | Sloop a strallo | Sloop a strallo |
| Architetto | Philippe Briand | Philippe Briand |
| Anni di produzione | 1981–1985 | 1981–1985 |
| Motore originale | Yanmar 2GM (15–18 cv) | Yanmar 2GM (15–18 cv) |
| Numero cabine | 2 (prua + poppa) | 2 (prua + poppa) |
| Numero cuccette | 4–6 | 4–6 |
| Materiale scafo | Poliestere | Poliestere |
| Tipo di chiglia | Chiglia fissa | Deriva mobile + chiglia |
| Altezza albero | ~12,50 m | ~12,50 m |
| Peso zavorra | ~1.200 kg | ~1.200 kg |
| Serbatoio acqua | 100–150 L | 100–150 L |
| Serbatoio carburante | 30–50 L | 30–50 L |
| Categoria di navigazione | B (d’altura) | B (d’altura) |
Conclusione
Il Kelt 9m è una barca a vela da crociera che ha saputo conquistare per la sua robustezza, abitabilità e qualità marine. Nonostante non abbia riscontrato il successo commerciale di alcuni dei suoi concorrenti, rimane una scelta oculata per i diportisti alla ricerca di una barca affidabile, versatile e ben progettata. Il suo prezzo sul mercato dell’usato (generalmente tra 15.000 e 25.000 € a seconda delle condizioni) ne fa un valore sicuro per chi desidera acquistare un 9 metri in grado di navigare in famiglia o con equipaggio ridotto, sia in crociera costiera che semi-d’altura.
Se state considerando l’acquisto di un Kelt 9m, prendetevi il tempo per verificare lo stato dello scafo, dell’alberatura e, per la versione con deriva mobile zavorrata, della deriva. Con una manutenzione regolare, questa barca a vela saprà offrirvi molti anni di navigazione sicura e confortevole.