L’equipaggio del trimarano Sodebo, guidato da Thomas Coville, riparte per il Trofeo Jules Verne e un tentativo di record mondiale. La barca e il suo equipaggio sono in attesa di una finestra meteorologica tra metà dicembre e metà gennaio.
Dopo un notevole secondo posto alla Transat Café l’Or, Thomas Coville e il suo equipaggio si lanciano in una nuova sfida: battere il record del Trofeo Jules Verne, il giro del mondo a vela in equipaggio, senza scalo e senza assistenza. Detenuto dal 2017 da Francis Joyon e il suo equipaggio in 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi, a bordo del suo trimarano Idec, questo record rimane uno dei graal della vela oceanica. Il Sodebo Ultim 3, già partito due volte all’assalto nel 2020 e nel 2024, si prepara per un nuovo tentativo a partire da metà dicembre 2025. Un’avventura da seguire da vicino, con una cartografia interattiva inedita e un equipaggio unito dall’esperienza.
Da ricordare
- Record da battere: 40 giorni, 23 ore, 30 minuti e 30 secondi.
- Equipaggio: Thomas Coville, Benjamin Schwartz, Frédéric Denis, Pierre Leboucher, Léonard Legrand, Guillaume Pirouelle, Nicolas Troussel – la stessa squadra del 2024.
- Finestra di partenza: Stand-by da metà dicembre 2025 a metà gennaio 2026, in attesa di condizioni meteorologiche favorevoli per completare il tragitto Ouessant-Capo di Buona Speranza in meno di 12 giorni.
- Barca: Sodebo Ultim 3, trimarano di classe Ultime, ottimizzato per velocità e resistenza, capace di punte oltre i 40 nodi.
- Innovazione: Cartografia immersiva con tracciamento in tempo reale, telecamera a bordo, scambi terra-mare in diretta e spazio domande/risposte per il pubblico.
Il Trofeo Jules Verne, una sfida estrema
Un record mitico
Il Trofeo Jules Verne premia il giro del mondo a vela più veloce in equipaggio, senza scalo e senza assistenza, su un percorso di 21.760 miglia nautiche (40.300 km). Creato nel 1992, impone un’esigenza assoluta: navigare 24 ore su 24 a velocità molto elevate, in condizioni spesso ostili. Il tempo di riferimento, stabilito nel 2017, rimane un obiettivo fuori portata per la maggior parte degli equipaggi.
I tentativi precedenti del Sodebo Ultim 3
- 2020: Abbandono nell’Oceano Indiano a causa di un’avaria.
- 2024: Nuovo tentativo interrotto dalla perdita di un timone centrale nel Pacifico.
- 2025: Dopo un 2º posto alla Transat Café l’Or (a meno di 4h30 dai vincitori), il team conferma il suo alto livello di prestazione e la sua determinazione.
Sodebo Ultim 3: una barca e un equipaggio pronti per l’impresa

Il trimarano
- Lunghezza: 32 metri
- Larghezza: 23 metri
- Foil: Appendici idrodinamiche regolabili per ottimizzare portanza e stabilità.
- Velocità: Capace di superare i 40 nodi, con punte registrate vicino ai 50 nodi.
- Energia: Generatore termico, pannelli solari, turbina eolica.
L’equipaggio
Thomas Coville, skipper esperto, si circonda degli stessi marinai del 2024. Una squadra collaudata, dove ognuno conosce il proprio ruolo e i limiti della barca.
«Abbiamo una storia da finire insieme, ci diamo questa possibilità.» – Thomas Coville
Una preparazione meticolosa
Alla ricerca della finestra meteorologica ideale
La partenza avverrà non appena una finestra meteorologica permetterà un collegamento rapido tra Ouessant e Capo di Buona Speranza, idealmente in meno di 12 giorni. Una decisione cruciale, poiché il successo dipende spesso da questo primo segmento.
Un lavoro tecnico intenso
Dal ritorno a Lorient, la barca è stata smontata, ispezionata e ottimizzata per affrontare condizioni estreme. Il team tecnico ha lavorato a tempo di record per riconfigurare il trimarano in modalità equipaggio e spingere i limiti delle prestazioni.
Segui il tentativo in diretta
Un’esperienza immersiva
Sodebo supera i limiti del monitoraggio della regata con una cartografia arricchita:
- Cruscotto interattivo: Chi è di turno, chi manovra, chi riposa, tempo di gara in tempo reale.
- Telecamera a bordo: Immagini in diretta per percepire il ritmo oltre i 40 nodi.
- Live Chat: Scambi tra barca e terra, rotte, strategia, decisioni in diretta.
- Fan Zone: Spazio dedicato per porre domande al team a terra.
Perché questo tentativo va seguito
- Una sfida umana e tecnica: Navigare al limite delle possibilità, in ambienti isolati e ostili.
- Una corsa contro il tempo: Ogni ora conta per battere il record.
- Un’avventura condivisa: Il pubblico può vivere la regata dall’interno, comprendere le scelte, le poste in gioco e le situazioni incontrate.